Quando l’arte contemporanea incontra un villaggio millenario
Nel 2014, il villaggio di Erriadh, a una decina di chilometri a sud di Houmt Souk, è diventato il teatro di un progetto artistico di rara ampiezza. Più di 150 artisti provenienti da una trentina di paesi sono stati invitati a trasformare i muri imbiancati a calce di questo antico villaggio in una galleria a cielo aperto. Il progetto Djerbahood ha, in poche settimane di residenza artistica, collocato Djerba sulla mappa mondiale della street art e l’ha resa una tappa apprezzata dagli appassionati di arte contemporanea in cerca di un contesto diverso dalle grandi metropoli. Si veda anche il progetto Djerbahood della galleria Itinerrance (ideatori).

La storia del progetto Djerbahood
Djerbahood non è nato per caso. Il progetto è stato avviato dalla galleria parigina Itinerrance, diretta da Mehdi Ben Cheikh, già artefice della «Tour Paris 13» nel 2013. Conquistato dall’atmosfera di Erriadh, dalla sua eredità multiculturale e dalla bellezza dei suoi vicoli, Mehdi Ben Cheikh vi ha organizzato, durante l’estate del 2014, una residenza collettiva di artisti internazionali. Per diverse settimane gli artisti hanno alloggiato sul posto, incontrato gli abitanti e dipinto direttamente sulle facciate, con il consenso dei proprietari.
L’idea fondante: non importare un festival di street art «calato dall’alto», ma far dialogare le opere con l’architettura tradizionale djerbiana — porte azzurre, calce abbagliante, vicoli stretti, patii interni. A più di dieci anni di distanza, alcune opere si sono patinate, altre sono state cancellate dal sole, dalla pioggia e dalla salsedine, e alcune sono state oggetto di restauri puntuali. Questa evoluzione fa parte dell’identità viva del luogo: un museo che respira insieme al suo villaggio.
Gli artisti di punta e le loro opere
La forza di Djerbahood risiede nella varietà delle firme di primo piano della street art mondiale. Tra gli artisti le cui opere restano visibili o documentate sul posto:
- Shepard Fairey (OBEY) — l’artista statunitense noto in tutto il mondo per il ritratto «Hope» di Barack Obama, ha firmato a Djerbahood composizioni dai motivi geometrici e dalla caratteristica palette rosso e crema.
- eL Seed — artista franco-tunisino pioniere del «calligraffiti», che intreccia calligrafia araba e graffiti. Le sue opere a Erriadh fanno dialogare versi poetici e architettura locale.
- Inti — muralista cileno con figure ispirate al folklore andino, riconoscibili per i personaggi affusolati e i colori saturi.
- Stinkfish — artista colombiano specialista dello stencil, i cui ritratti sovrapposti a motivi psichedelici rivestono diverse facciate del villaggio.
- Fauxreel — artista canadese che lavora sulla presenza umana in grande formato, tra collage e pitture.
- ROA — artista belga celebre per i suoi animali monumentali in bianco e nero.
- Bom.k, Seth, Add Fuel, Swoon e molti altri hanno contribuito a questo mosaico di universi visivi.
Il numero esatto di opere varia secondo le fonti (tra 150 e 250, a seconda che si contino anche gli interventi più piccoli). L’interesse non sta tanto nell’esaustività quanto nel flânerie: ogni vicolo riserva una sorpresa.
Uno sguardo per immagini: passeggiando nei vicoli di Djerbahood
Alcuni murales scorti a Erriadh, tra figurazione, calligrafia, geometria e trompe-l’œil — un campione non esaustivo di ciò che scoprirete strada facendo. Cliccate su un’immagine per ingrandirla.
Erriadh, un villaggio carico di storia
Prima di essere «Djerbahood», Erriadh è un villaggio abitato, profondamente radicato nella storia di Djerba. Conosciuto anche con il nome storico di Hara Seghira, ospita una delle più antiche sinagoghe del Nord Africa, la Ghriba, le cui fondamenta risalgono, secondo la tradizione locale, a diversi secoli prima della nostra era. Questo patrimonio religioso si inserisce nella lunga storia di convivenza tra la comunità musulmana e quella giudeo-berbera dell’isola — un elemento di contesto che si visita in quanto sito patrimoniale, nel rispetto del suo carattere di luogo di culto.
Le case bianche a cupola, le porte in legno scolpito, le arcate basse e i patii interni offrono un quadro architettonico di grande coerenza. Gli artisti di Djerbahood hanno, per lo più, tenuto conto di questo scenario: le opere si inseriscono nell’architettura invece di soffocarla.
Come arrivarci da Ethic Village Djerba
Erriadh si trova a circa 10 minuti in auto dalla nostra residenza familiare privata Ethic Village Djerba, situata nel quartiere ricercato di Tezdaine (Midoun, «Le palme» in berbero). Il tragitto è semplice: si imbocca la strada principale di Midoun, poi si prosegue in direzione di Houmt Souk seguendo le indicazioni «Erriadh» o «Djerbahood».
Il parcheggio si trova ai margini del villaggio; l’ingresso nei vicoli avviene a piedi, e fa parte del fascino della visita. Possiamo anche organizzare un transfer in auto (opzionale, a pagamento) per chi preferisce non guidare.
Consigli pratici per la visita
- Durata: prevedete da 1h30 a 2h per una visita senza fretta. Gli appassionati possono trascorrervi mezza giornata.
- Orari migliori: la mattina presto (prima delle 10) o nel tardo pomeriggio (dopo le 16) per evitare il caldo e approfittare di una luce morbida ideale per le foto.
- In estate: portate acqua, cappello e crema solare — i vicoli bianchi riflettono fortemente la luce.
- Scarpe: il fondo è a tratti irregolare, meglio scarpe chiuse e comode.
- Abbigliamento: Erriadh resta un villaggio abitato, in cui una parte della popolazione pratica l’ebraismo ortodosso e un’altra l’islam. Un abbigliamento coprente e discreto (spalle e ginocchia coperte) è la norma rispettosa.
- Foto: le opere si fotografano liberamente. Per gli abitanti, chiedete sempre il consenso prima di scattare.
- Accesso: ingresso libero, gratuito, senza biglietto né orari.
Abbinare Djerbahood ad altre visite
Erriadh si inserisce molto bene in una giornata alla scoperta dell’isola. Alcune proposte coerenti:
- Houmt Souk (15 minuti in auto) — la capitale dell’isola, i suoi souk, i fondouk restaurati e il mercato del pesce.
- Spiaggia di Sidi Yati — la nostra spiaggia del cuore, a 6 minuti in auto dalla residenza.
- Patrimonio religioso — il villaggio di Erriadh ospita la sinagoga della Ghriba, fondata secondo la tradizione in epoca antica; può essere visitata in quanto sito patrimoniale, nel rispetto assoluto del luogo di culto e delle regole d’accesso in vigore.
- Pranzo — diversi piccoli ristoranti di cucina familiare si trovano nei dintorni di Erriadh e di Midoun, ideali per scoprire i sapori dell’isola.

L’etica della street art in un villaggio tradizionale
L’incontro tra un progetto artistico internazionale e un villaggio tunisino tradizionale non è scontato. A Erriadh, il progetto è stato condotto con l’accordo dei proprietari dei muri e delle autorità locali. A più di dieci anni di distanza, si può tracciare un bilancio sfumato: Djerbahood ha ridato respiro economico a un villaggio che si stava svuotando, attirando un flusso turistico al di fuori dei circuiti balneari classici.
La varietà delle opere riflette la varietà del patrimonio visivo mondiale; accanto alle calligrafie arabe, alcuni murales privilegiano motivi geometrici e vegetali, altri rappresentano figure o personaggi. Il visitatore è libero di costruire la propria lettura. Ciò che resta è il desiderio di dialogo: tra un villaggio abitato, una storia plurale e un gesto artistico contemporaneo.
Soggiornare muslim friendly a due passi da Djerbahood
Visitare Djerbahood in famiglia richiede una base confortevole, vicina e in linea con i vostri valori. È ciò che proponiamo a Ethic Village Djerba: una residenza familiare privata, a 10 minuti da Erriadh, pensata per le famiglie che cercano un contesto muslim friendly senza compromessi.
- Quattro ville private con piscina senza vista su altre case — Diamant, Saphir, Opale e Jade.
- Tappeti da preghiera e indicazione della qibla in ogni villa.
- Residenza rigorosamente senza alcol — da regolamento interno, senza eccezioni.
- Moschee raggiungibili a piedi: Troujette a 5 minuti, Khalid Ibn Al Walid a 10 minuti.
- Colazione offerta e pasto di benvenuto a vostra disposizione, cucina halal.
Djerbahood non è solo un insieme di opere; è un’esperienza di passeggiata, di luce e di incontro con una Djerba diversa. Saremmo lieti di accogliervi a Ethic Village Djerba per farne una tappa del vostro soggiorno, insha’Allah.






